Una speranza per Palermo

A Palermo primarie saranno. Nella delicata fase che precede il confronto elettorale per il  sindaco del capoluogo siciliano, il centrosinistra sarà compatto nello scegliere un candidato unitario attraverso la più larga partecipazione della propria base. Un risultato strategico e decisivo, frutto dell’azione paziente e decisa del segretario nazionale del Pd, Pierluigi Bersani, e di quello regionale, Giuseppe Lupo. Il Partito democratico si presenta all’appuntamento del 4 marzo con il nome di punta di Rita Borsellino e con il risultato di avere ricomposto il fronte delle forze progressiste in un cammino comune di integrazione e sviluppo per la città. Significa, per essere chiari, lavorare, dove è possibile, a una grande alleanza di governo che includa i moderati, ma sempre a partire dall’unità delle forze di centrosinistra. Polemiche inutili, quelle avanzate nei giorni scorsi da alcuni esponenti democratici. L’impostazione è chiara, conferma la linea assunta dal Pd a livello regionale. Inserendosi perfettamente nel solco della strategia nazionale di un partito che ha oggi l’ambizione e il dovere di essere al centro della costruzione dell’alternativa alle disastrose esperienze di governo del centrodestra.

Primarie, dunque. Come forma fondamentale di partecipazione trasparente e democratica. Ma anche come suprema garanzia di una politica che sa rinnovare e sa rinnovarsi dal basso. Esigenza che si fa dannatamente urgente in un contesto come quello del comune di Palermo. Una città ferita e messa in ginocchio dalla sciagurata amministrazione di Diego Cammarata. Rinnovare significa qui costruire una alternativa nei programmi, nella gestione, nei comportamenti di chi amministra la cosa pubblica. Vuol dire riedificare le basi della buona amministrazione, risanare i conti fuori controllo combattendo sprechi e intermediazioni di cui si nutre la criminalità organizzata, rispondere a una emergenza rifiuti che da anni mortifica la città. In breve, vuol dire tornare a garantire l’esercizio dei più elementari diritti di cittadinanza. Lavoro immane, certo, che coinvolge simultaneamente il dominio dell’economia, della sicurezza, del sociale, della cultura. Rendendo necessaria la messa in campo di un formidabile arsenale di politiche coesive. Un simile traguardo, per essere tagliato, richiede la partecipazione e la consapevolezza diffusa da parte dei movimenti, della società civile, di ogni palermitano.

È a tutti loro che si rivolge oggi il Pd. È un lavoro arduo ma esaltante, quello che abbiamo di fronte. La scommessa di una riscossa democratica, che faccia del lavoro produttivo, delle infrastrutture, della lotta alla criminalità organizzata le proprie priorità assolute. C’è una città da ricostruire, a Palermo. Una cittadinanza che pretende risposte concrete di sviluppo e sicurezza. Una società civile da risollevare e a cui chiedere fiducia e partecipazione. Un territorio da rimettere in connessione con il resto del Paese. Il Partito democratico c’è, raccoglie questa sfida proiettandola in una dimensione nazionale. Lo fa sapendo di essere investito di una grande responsabilità. Forte di una candidata di straordinaria levatura e fuori da ogni schema politicista. E consapevole essere l’unico partito in grado di coniugare una formidabile capillarità sul territorio a una visione e una strategia di sviluppo nazionale incentrata sul riscatto delle zone e dei ceti deboli. E’ arrivata l’ora di lavorare, uniti, per tornare a dare una speranza alla città di Palermo.

europa_07022012

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