Coesione

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  • Non chiamatelo Piano Sud

    Per favore, non chiamatelo Piano Sud. O almeno non confondetelo con lo sterile ritornello ripetuto per tre anni dal governo della destra. Lo sblocco dei fondi per il Sud disposto venerdì dal Consiglio dei ministri è un’altra cosa. E marca una discontinuità radicale rispetto al recente passato berlusconiano. Il semplice fatto che la riorganizzazione operata dal governo abbia liberato oltre due miliardi di euro, getta una luce impietosa sull’incapacità tecnica e sulle colpe politiche del precedente esecutivo. Una compagine che, al netto degli annunci, non ha mai saputo (né voluto) gestire il capitolo strategico della coesione nazionale, rendendosi responsabile delle condizioni in cui versa attualmente il paese. Vanno quindi rispedite al mittente tutte le critiche alzate in questi giorni da Giulio Tremonti e da altri maggiorenti di una parte politica ormai priva di ogni credibilità.

  • Il metodo concertativo. Uniti contro la deriva

    Soli, assediati, disperati. Il numero crescente di azioni estreme condotte da singoli lavoratori e imprenditori stretti nella morsa della crisi, descrive un fenomeno drammatico e per molti versi inedito nel nostro paese. Una deriva che dà la misura di quanto sia profondo il senso di isolamento individuale. E che denuncia nella maniera più tragica quanto sia radicata la percezione di incolmabile distanza degli italiani dai sistemi di rappresentanza e di protezione sociale.

  • Primo Maggio, D’Antoni: “Governo dialoghi con parti sociali”

    “La festa dei lavoratori, l’importante unita’ sindacale del primo maggio, sia occasione per il governo di consolidare i fili del dialogo e di lavorare nella direzione di un patto sociale per la coesione e la crescita nazionale”. Lo afferma in una nota Sergio D’Antoni, responsabile delle politiche Pd sul territorio, alla vigilia della manifestazione unitaria organizzata da Cgil, Cisl e Uil.

  • Un patto redistributivo per la crescita

    Da una parte l’Istat, che denuncia una impennata vertiginosa degli italiani che vivono in baracca. Dall’altra la Guardia di finanza, secondo cui nel solo 2012 duemila evasori totali si sono spartiti 6 miliardi di euro. In mezzo un divario spaventoso, che offende ogni senso di giustizia ed è alla base della mancata crescita del nostro Paese. L’Italia ha assoluto bisogno di aprire una stagione di coraggiosa redistribuzione fiscale, sociale ed economica. Chi ancora ne dubitasse, non ha che da riflettere su questi dati.

  • Def, D’Antoni: “Indirizzare risorse evasione su ceti deboli”

    “Ogni euro recuperato dalla lotta all’evasione fiscale deve essere impiegato in modo coesivo e redistributivo, abbassando la pressione fiscale sui ceti popolari e realizzando attive politiche di sostegno alle fasce deboli. Non e’ solo una questione di giustizia sociale, e’ il modo migliore per rilanciare la consumi interni e la crescita economica di tutto il paese”. Lo afferma in una nota Sergio D’Antoni, responsabile delle politiche territoriali Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera.

  • Fisco, D’Antoni: “Serve patto sociale per crescita”

    “L’allarmante distanza tra redditi e costo della vita, cosi’ come il crescente gap tra qualita’ della vita a nord e a sud dle paese, sono dati che richiamano drammaticamente la necessita’ di pervenire a un patto per la crescita e la coesione nazionale. Il governo deve riallacciare al piu’ presto il dialogo con le parti sociali e mettere al primo posto della propria agenda la lotta ai divari sociali, economici, geografici”. Lo afferma in una nota Sergio D’Antoni, responsabile delle politiche del Pd sul territorio e vicepresidente della commissione Finanze della Camera.

  • Uscire dalla crisi ripartendo dal sud

    Come uscire dalla crisi ripartendo dal sud. Video-lezione di Sergio D’Antoni tratta da Youdem

  • Un governo senza Lega si occupi (subito) del sud

    Un piano per gli investimenti e il lavoro produttivo nel Mezzogiorno, che dia slancio all’economia e alla crescita di tutta l’Italia. È lo spirito della mozione unitaria sottoscritta dalle tre maggiori forze politiche nazionali e approvata nei giorni scorsi dal parlamento, con il solo voto contrario della Lega nord. Un documento che potrebbe portare a una vera e propria svolta nel merito e nel metodo di lavoro su una materia cruciale come è la questione meridionale. Dal punto di vista dell’impostazione, è quantomai importante che governo e parlamento ricomincino lavorare insieme sul Sud. Dopo anni di approccio leghista, caratterizzato da politiche localistiche e da provvedimenti asfittici e anticoesivi, l’impostazione delle istituzioni nazionali cambia radicalmente. Il Mezzogiorno smette di essere visto come una palla al piede irredimibile e conquista giustamente, nel suo urgente bisogno di riscatto, un posto di primaria importanza nella strategia complessiva di sviluppo nazionale.

  • Crisi, D’Antoni: “Governo onori mozione sud”

    “Recessione e precarieta’ sono due facce della stessa medaglia e si combattono con la stessa impostazione coesiva. L’Italia ha assoluta urgenza di una politica redistributiva, che individui nel riscatto delle realta’ piu’ deboli l’elemento qualificante della propria strategia di sviluppo”. Lo afferma in una nota Sergio D’Antoni, responsabile Pd delle politiche territoriali.

  • Pil, D’Antoni: “Serve patto per la coesione”

    “I dati sul Pil diffusi dall’Istat mettono in evidenza quanto sia necessario pervenire al piu’ presto a un grande patto per la crescita e per la coesione nazionale. Il paese ha bisogno di cooperazione tra politica, istituzioni e corpo social. Un accordo che metta in cima alle priorita’ nazionali il superamento dei divari sociali, economici e geografici che hanno portato il paese fino a questo punto”. Lo afferma in una nota Sergio D’Antoni, responsabile delle politiche del Pd sul territorio.

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