“Il calo del Pil registrato dall’Istat nel primo trimestre del 2012 conferma l’esigenza di rilanciare investimenti, occupazione e domanda interna, specialmente nelle zone sottoutilizzate del Mezzogiorno”. Lo afferma Sergio D’Antoni responsabile Pd delle politiche sul territorio, annunciando una interrogazione in merito al governo.
Per favore, non chiamatelo Piano Sud. O almeno non confondetelo con lo sterile ritornello ripetuto per tre anni dal governo della destra. Lo sblocco dei fondi per il Sud disposto venerdì dal Consiglio dei ministri è un’altra cosa. E marca una discontinuità radicale rispetto al recente passato berlusconiano. Il semplice fatto che la riorganizzazione operata dal governo abbia liberato oltre due miliardi di euro, getta una luce impietosa sull’incapacità tecnica e sulle colpe politiche del precedente esecutivo. Una compagine che, al netto degli annunci, non ha mai saputo (né voluto) gestire il capitolo strategico della coesione nazionale, rendendosi responsabile delle condizioni in cui versa attualmente il paese. Vanno quindi rispedite al mittente tutte le critiche alzate in questi giorni da Giulio Tremonti e da altri maggiorenti di una parte politica ormai priva di ogni credibilità.
“Paradossali e prive di ogni credibilita’ le polemiche alzate da Giulio Tremonti e da altri maggiorenti del centrodestra sulla riorganizzazione dei fondi per il Sud disposta ieri dal Consiglio dei ministri. Liberando oltre due miliardi da risorse gia’ esistenti ma di fatto inutilizzabili, il governo Monti ha reso evidenti le colpe dell’amministrazione Bossi-Berlusconi nel non aver saputo ne’ voluto gestire il capitolo strategico della coesione nazionale”. Lo afferma Sergio D’Antoni, responsabile delle politiche del Pd sul territorio.
“Una gran buona notizia per il Mezzogiorno e per tutta l’Italia, che pero’ deve essere accompagnata da una azione piu’ incisiva sul fronte della fiscalita’ di sviluppo per le imprese che assumono e che investono al Sud”. E’ il commento di Sergio D’Antoni, responsabile Pd delle politiche sul territorio, dopo la riprogrammazione dei fondi comunitari destinati al meridione deliberata dal Consiglio dei ministri.
“L’intesa tra governo e regioni sulla allocazione di 140 milioni destinati al credito d’imposta per l’occupazione al Sud e’ una notizia eccellente. Ora bisogna potenziare questa azione, utilizzando le risorse messe a disposizione dell’Europa per allargare la platea dei beneficiari e incentivare gli investimenti produttivi nelle aree sottoutilizzate”. Lo afferma Sergio D’Antoni, commentando la delibera della conferenza Stato Regioni sullo schema di decreto per l’attuazione del credito d’imposta occupazione.
“La ripresa degli investimenti e’ condizione essenziale per far uscire dalla crisi il paese rilanciandone la crescita: il ministro Passera fa bene a ricordare la lezione di Keynes: Ora pero’ il governo deve passare ai fatti, e deve farlo subito. La prima cosa da fare e’ impiegare una cospicua dote dei fondi messi a disposizione dall’Europa sui crediti d’imposta per gli investimenti e per il lavoro produttivo nelle aree sottoutilizzate”. Lo afferma in una nota Sergio D’Antoni, responsabile delle politiche Pd sul territorio.
“Il ministro Passera ha ragione: la crescita nazionale passa anche e soprattutto per la ripresa degli investimenti pubblici e privati. Una verita’ tanto piu’ urgente nelle zone sottoutilizzate, dove il governo e’ chiamato a passare ai fatti, onorando per prima cosa la mozione unitaria che lo impegna a riattivare il credito d’imposta per gli investimenti produttivi al Sud”. Lo afferma Sergio D’Antoni, deputato e responsabile Pd delle politiche sul territorio.
“Il tavolo di domani tra il ministro Fornero e i sindacati sulla questione degli esodati offre all’esecutivo la grande occasione di riprendere un cammino comune e concertativo verso riforme davvero strutturali perche’ partecipate”. Lo afferma in una nota Sergio D’Antoni, deputato e responsabile Pd delle politiche sul territorio.
Soli, assediati, disperati. Il numero crescente di azioni estreme condotte da singoli lavoratori e imprenditori stretti nella morsa della crisi, descrive un fenomeno drammatico e per molti versi inedito nel nostro paese. Una deriva che dà la misura di quanto sia profondo il senso di isolamento individuale. E che denuncia nella maniera più tragica quanto sia radicata la percezione di incolmabile distanza degli italiani dai sistemi di rappresentanza e di protezione sociale.
“I dati Unioncamere confermano che la crisi produce i suoi effetti piu’ devastanti tra le aree e le fasce deboli del paese. Il Sud sconta una contrazione dell’occupazione, della crescita e dei consumi quasi doppia rispetto al resto dell’Italia. Serve uno scatto, una accelerazione da parte del governo sulle politiche di convergenza. Rispondere a questa emergenza significa realizzare la migliore strategia di sviluppo per tutto il paese”. Lo afferma in una nota Sergio D’Antoni, responsabile Pd delle politiche sul territorio.